Raggi scatenata tra Eur e frigoriferi

di Giuseppe Brienza

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“Repubblica.it” pubblica un articolo d’inchiesta nel quale il passato professionale dell’avvocato Raggi non esce con quella totale “trasparenza”, della quale il sindaco di Roma ama infarcire i suoi discorsi e delibere. Dal pezzo emerge infatti che, l’imprenditore Giuseppe Rojo cedette nel 2008, al futuro sindaco della Capitale allora legale dello studio Sammarco, la presidenza della società “Hgr”, piccola srl il cui acronimo sta per “Holding Giuseppe Rojo” e che, guarda caso, ora è il mediatore della compravendita dell’hotel “la Lama”, disegnato da Massimiliano Fuksas e quotato sul mercato oltre i 50 milioni di euro, da parte di “Eur Spa”, società controllata per il 90 per cento dal Ministero dell’Economia e per il 10 dal Comune di Roma.

La “Eur Spa” amministra un immenso patrimonio immobiliare dello Stato qui a Eoma, in buona parte affittato ad uso commerciale (180 mila metri quadri di superficie sui 263 mila complessivi). Un tesoro architettonico di epoca fascista che vale oggi 1 miliardo e 39 milioni di euro, costituito da 22 immobili, 13 dei quali monumentali e che, in tempi recenti, si è arricchito del Nuovo Centro Congressi (sarà inaugurato il 29 ottobre), di cui la “Lama” e la “Nuvola” di Fuksas sono i due immobili principali. La “Lama” è il pezzo di maggior valore architettonico e commerciale in vendita a Roma in questo momento, la cui alienazione è decisa dal nuovo amministratore delegato di “Eur spa”, Enrico Pazzali, che nel 2015 ha trovato un Ente in cui il clientelismo politico capitolino ha gonfiato gli organici e mandato in malora gli utili. Con i libri contabili in Tribunale, Pazzali ha dovuto trovare un accordo per la ristrutturazione del debito, di cui la vendita della “Lama” è un passaggio cruciale. Ora il fatto è che, il professionista che ne sta curando la mediazione si chiama appunto Giuseppe Rojo, nel cui curriculum presente su internet manca, chissà perché, un dettaglio. La presidenza, cioè, dal novembre del 2006 all’aprile del 2008, della “Hgr”, con oggetto sociale “l’assunzione di partecipazioni azionarie”, oggi liquidata e cancellata dal registro delle imprese. Dell’Hgr, si scopre, è stata presidente Virginia Raggi dal 23 aprile 2008 al 18 settembre 2009, quando era una avvocatessa dello studio Sammarco. In un passato post su Facebook la futura sindaca ha scritto al proposito: «Nello svolgimento del mio lavoro con lo studio Sammarco mi è stato chiesto di svolgere un ruolo tecnico e di rappresentanza per una società cliente dello studio, la Hgr, senza percepire alcun compenso. Trattasi di una comune prassi professionale. Tant’è che sono stata Presidente di garanzia per Hgr fin quando la società è rimasta cliente dello studio Sammarco».

La redazione di “Repubblica.it” ha spulciato i documenti conservati dalla Camera di commercio sulla “Hgr”, scoprendo che la società venne iscritta il 5 gennaio 2006 alla sezione ordinaria del registro delle imprese ed, esattamente due mesi dopo, alle British Virgin Island – come documenta la “Off shore leaks database”, la banca dati dell’ICIJ, il Consorzio internazionale di giornalismo investigativo che ha portato alla luce 175 mila società costituite nei paradisi fiscali – come società “off-shore” (che strumentalmente paga cioè le tasse in uno Stato diverso da quello nel quale opera). Non è dato sapere la qualità dei rapporti tra lo studio Sammarco e Giuseppe Rojo né cosa garantisse il ruolo “tecnico” che la Raggi assunse in “Hgr”. È un fatto che, oggi, da sindaca, e dunque rappresentante del 10 per cento di Eur spa, la Raggi si ritrovi quale mediatore della vendita della “Lama”, proprio il sig. Rojo.

21 ottobre: Metro B, si stacca la porta di un treno

Per la serie, “cronache dalla città reale”, e non social, open, on line o come meglio voglia definirla o presentarla la Raggi, riferiamo di un incidente accaduto sulla Metropolitiana “B” di Roma, sulla quale viaggiano ogni giorno decine di migliaia di passeggeri. La società controllata dal Comune che gestisce questo “servizio”, l’Atac, l’ha definito un «piccolo inconveniente», ovvero una porta staccatasi da un treno in corsa ma, il poveraccio che l’ha vissuto in prima persona l’ha descritto così: «Ho visto la morte in faccia e se sono qui a raccontare quanto accaduto è solo grazie a quattro signore che mi hanno tenuto, evitando che finissi sui binari. Un miracolo». Il giovane studente romano di 23 anni protagonista di questo «piccolo inconveniente», Pierangelo, per diversi giorni, è rimasto sotto choc, dapprima ricoverato nell’ospedale Fatebenefratelli a Trastevere. La sua fidanzata ha postato la foto su twitter, criticando proprio la comunicazione di Atac che ha parlato di «piccolo inconveniente». In realtà una porta staccatasi da un treno in corsa conferma la situazione di un servizio che cade letteralmente a pezzi. Episodi come questi, ha dichiarato l’Assessore ai Trasporti della giunta-ombra del PdF a Roma Guido Mastrobuono, «si chiamano “anormalità” e sono indicatori della probabilità che presto ci saranno ulteriori incidenti». E il racconto di Pierangelo restituisce plasticamente proprio quest’immagine: «Mi trovavo a Circo Massimo e da 15 minuti non passavano treni. Ne è passato uno, ma era diretto al deposito. Dopo qualche minuto ne è arrivato un altro ovviamente pieno all’inverosimile. Sono riuscito a salire insieme ad un altro ragazzo. Stavamo dentro come sardine, pigiati l’uno sull’altro. Il convoglio è partito, ma procedeva lentamente. Ad un certo punto si è sentito un rumore metallico e all’improvviso mi sono ritrovato con la testa fuori dal vagone». «Un vero e proprio boato – testimonia un’altra passeggera intervistata sul luogo -. Ho pensato subito ad un attentato, ma poi ho realizzato quanto stava accadendo quando ho sentito il forte vento entrare nel treno e un ragazzo risucchiato fuori, verso le pareti della galleria».

«La porta staccata è finita prima contro il muro, poi rimbalzando è finita sulla mia testa e poi sui binari», ricorda quindi Pierangelo. «Ad evitare che cadessi quattro signore che nel panico generale mi hanno sorretto fino a quando non siamo arrivati a Piramide, per fortuna ad andatura lenta». Il ragazzo è quindi finito in ospedale con contusioni ed ha anche dovuto mettere ad un fianco un collarino. A Piramide, si sono sfogati alcuni passeggeri che hanno assistito all’incidente, «il personale Atac è stato assolutamente inadeguato e incapace di fornire un’assistenza minima dopo quello che era accaduto». Ringraziamo la Raggi per tutta la trasparenza, per tutti i dati che sta pubblicando e anche per il nuovo sito di comunicazione del Comune che sta realizzando, ma… preferiremmo vivere, come diceva quell’adagio. Mettere concretamente le mani nei gravi ed atavici problemi della mobilità romana è una priorità che non dovrebbe sfuggire a nessuno.

25 ottobre: Roma, arriva la funivia

L’aveva promesso in campagna elettorale ma in molti non le avevano creduto. Oggi, con un post su Facebook intitolato “Mobilità alternativa si può”, Virginia Raggi ha fatto un altro dei suoi annunci. Parliamo del nuovo progetto per la Capitale: «ecco la funivia per Roma». La sindaca prosegue: «Non ce ne siamo dimenticati. L’avevamo annunciata in campagna elettorale e ci stiamo lavorando su. Il nostro sogno è realizzare a Roma una mobilità alternativa e sostenibile. Per questo abbiamo pensato ad una funivia urbana da Casalotti a Battistini». Dell’opera si stanno occupando il Dipartimento trasporti insieme all’Agenzia per la mobilità e, assicura, la Raggi: «Tra pochi mesi avremo i risultati». Noi ce lo segniamo, Sig. Sindaco, a febbraio andremo in funivia?

La futura opera sarà, scrive la Raggi, uno «strumento privilegiato per una visione strategica di ricomposizione delle relazioni fra tutte le parti urbane. E nel nostro caso soprattutto quelle che gravitano all’interno ed all’esterno del GRA, spesso congestionate dal traffico». E infine conclude con un riferimento alle altre città europee: «La funivia urbana nasce come soluzione tecnica della mobilità. Londra e Berlino hanno già fatto il primo passo e a breve si aggiungerà anche Parigi. E con noi Roma di certo non vuole rimanere indietro». Siamo d’accordo ma, ci creda, Sig. Sindaco, i romani di Londra e Berlino si accontenterebbero di avere prima almeno un “assaggio” sulla gestione delle aree verdi, dei rifiuti e delle metropolitane. Di funivie, magari dopo, se ne potrà poi parlare…

26 ottobre: complotti capitolini sui frigoriferi…

Interpellata sullo scempio dei tanti frigoriferi rimasti sulle strade di Roma perché non ritirati dall’azienda capitolina che si occupa di rifiuti, l’Ama, la Raggi ha risposto così: «Il 18 giugno, prima del ballottaggio, il servizio raccolta rifiuti ingombranti si è improvvisamente interrotto e il motivo non lo sa nessuno». Così la sindaca, addirittura in commissione Antimafia a San Macuto, si giustifica facendo intuire che potrebbe esserci l’ennesimo complotto contro i 5Stelle a causa dei frigoriferi in strada! «Gli ingombranti non sono una vicenda giornalistica, ma sostanziale», ha aggiunto. Peccato che il servizio del ritiro degli ingombranti è stato sospeso dalla sua elezione e fino ad oggi nessuno è stato capace di rinnovarlo! O, almeno, di gestire il “transitorio”. La “cooperativa 29 Giugno” è la società privata cui è affidato, per conto di Ama, il servizio su carta, umido e ingombranti. Nonostante il cambio di gestione ai vertici dell’assessorato all’Ambiente, voluto proprio dalla “nuova” giunta grillina, questo servizio è rimasto inadeguato è insoddisfacente per moltissimi romani. La Raggi ha detto di voler riportare direttamente in Ama il servizio ma, nel frattempo, i frigoriferi non si smaterializzano… Un amministratore locale non dovrebbe pensare anche a questo? Buona dormita Sindaco!

ARTICOLO DATATO  27/10/2016 TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI DEL QUOTIDIANO LA CROCE
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