Un’#ombra scrive a Linda Meleo

di Guido Mastrobuono

sciopero

Linda Meleo è l’assessore ai Trasporti della giunta capitolina, ed è quindi la persona che si trova tecnicamente a maneggiare alcune tra le patate più bollenti che la giunta Raggi ha per le mani.
Essendo persona dal profilo indubbiamente rispettabile e valido, l’assessore-ombra del PdF romano ha ritenuto di indirizzarle una lettera aperta sulla difficile materia di cui entrambi si occupano.

Voglio tranquillizzare gli amici: non sono diventato uno stalker. E’ semplicemente accaduto che una sera, qualche giorno fa, mi è stato chiesto di completare il mio impegno politico raccogliendo analisi e proposte politiche concrete per i trasporti della capitale. L’idea deriva dalla esperienza dei governi ombra messi in campo dal vecchio PCI con alcune “piccole” differenze: noi non abbiamo l’apparato del PCI, non abbiamo i mezzi del PCI e, soprattutto, non siamo comunisti.

Comunque… ho accettato, ho incominciato a guardarmi attorno ed oggi sono l’ombra di Linda Meleo, una bella ragazza, di meno di 40 anni, che deve affrontare una delle battaglie più complesse nel governo della capitale. Di lei so poco, so che è un’economista e, mentre scrivo, proprio per questo motivo, sento un brivido di inquietudine che mi percorre la spina dorsale.

Gli economisti, negli ultimi anni, hanno fatto tanto male al paese ed alla nostra bella città. Troppe volte infatti, insieme a vermilingui giornalisti, hanno fatto parte di un “clero” laico che anteponeva la volontà dei “mercati” al benessere dei cittadini.

Personalmente ritengo che i mercati non esistano: esiste invece una aristocrazia finanziaria che lucra sui debiti e sugli scambi commerciali, controlla i media, e fa i propri interessi.

Il concetto di aristocrazia finanziaria (neue Finanzaristokratie) è stato concepito da Marx che, nel terzo libro del Capitale, l’ha profeticamente descritta come “una nuova categoria di parassiti nella forma di escogitatori di progetti, di fondatori e di direttori semplicemente nominali; tutto un sistema di frodi e di imbrogli relativi alle fondazioni, alle emissioni di azioni e al commercio di azioni” affermando che detta classe sociale si sarebbe generata all’interno di un sistema capitalista. Dopo Marx, pensatori cattolici quali Gilbert Keith Chesterton, padre Vincent McNabb e Hilaire Belloc, svilupparono una filosofia economica chiamata “distributismo” allo scopo di inquadrare in una dottrina economica i concetti della Dottrina Sociale della Chiesa. Una sintesi del distributismo si trova nel postulato di Chesterton «Troppo capitalismo non significa troppi capitalisti, ma troppo pochi capitalisti» che si appropriano dei beni degli altri per mezzo di rendite (e cioè di ricatti).

Bene. Oggi possiamo dire che ciò è accaduto e che moltissimi elementi legano le rendite di questi signori alla (effettiva o inibita) libertà di movimento di persone, merci e capitali.

Descriveremo questo fenomeno in futuri interventi. Da subito è però necessario aprire gli occhi e capire che gli interessi parassitari dell’aristocrazia finanziaria non coincidono mai con quelli del popolo e delle famiglie. Per spiegarlo con una similitudine, loro per noi sono come macellai e noi per loro siamo come bovini  pronti ad essere trasformati in bistecche.

Se ci fanno circolare, lo fanno per permetterci di andare al macello.

D’altro canto le persone sono più di un semplice titolo di studio o di una facoltà che hanno frequentato: Linda Meleo è una persona che ha studiato, si è occupata anche di filosofia ed economia dei trasporti ed è sicuramente dotata di brillante pensiero proprio.

Cara Dott. Meleo, sarebbe importante che Lei ci facesse sapere quali sono le sue idee circa i trasporti della città di Roma. Quali sono i suoi valori? Qual è la funzione del sistema trasporti nella città di Roma. Secondo Lei, è più importante che i trasporti costino poco alle casse del comune o che consentano ai cittadini meno abbienti la facoltà di muoversi ed abitare l’intera città? Non le sto chiedendo di comunicarmi un freddo programma di governo. Sto cercando di attivare una dialettica sui principi che motiveranno il suo agire.

Noi abbiamo idee e forti principi.

Per darle un assaggio, le dico che la città e tutte le sue risorse esistono per i cittadini. Le dico che la priorità deve andare alle persone più sfortunate e quindi alle periferie. E lo affermo perché so che le risorse date alle periferie poi confluiscono verso il centro mentre le risorse date al centro non confluiscono mai nelle periferie. Le dico che i trasporti sono le vene e le arterie di un corpo che deve essere studiato nella sua totalità. Le dico che troppa ottimizzazione è il frutto di troppa arroganza nonchè il seme di troppa fragilità al rischio. Le dico che le municipalizzate non garantiscono solo il servizio alla cittadinanza ma garantiscono (o dovrebbero garantire) un ruolo nella società ed una fonte di sostentamento per i componenti decine di migliaia di famiglie romane.

Naturalmente, in queste poche righe, le ho esposto solo frammenti di ideali complessi. Lei, inoltre, ha pieno diritto di non essere interessata a quello che pensano i rappresentanti di un “piccolo” popolo di opposizione.

Però, allo stesso tempo, noi abbiamo diritto di sapere cosa pensa il nostro assessore ai trasporti che, se lei crede negli slogan diffusi su internet dal MoVimento, è anche un nostro dipendente.

Se Ella avrà la voglia ed il coraggio di esporsi e farci sapere quello che pensa, posso garantirle che il nostro confronto sarà costruttivo e cercheremo di supportarla nell’azione del Bene Comune.

Se non lo farà, saremo costretti a pensare che Lei, come tanti altri, non ha una strategia e naviga a vista nei mari nebbiosi degli interessi delle mafie capitali, dei potentati locali e delle lobby multinazionali.

Saremo costretti a pensare che, con Lei, la necrosi dei trasporti cittadini continuerà e che Ella non è una parte della soluzione ma, al contrario, è una parte del problema.

Le invio i miei migliori auguri e cordiali saluti.

ARTICOLO DATATO  26/10/2016 TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI DEL QUOTIDIANO LA CROCE
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