CAMPAGNA DI MAIL BOMBING

A partire da stasera e per cinque prime serate consecutive, con un’operazione televisiva di indottrinamento forzato che non ha precedenti nella storia della TV Italiana, Raitre manderà in onda nell’orario di massimo ascolto il programma Stato Civile, dedicato alle unioni gay in Italia e alla propaganda dell’omogenitorialità.

Con la nostra mail #DiciamoNo.
Inviatele a:
antonio.campodallorto@rai.it
monica.maggioni@rai.it
paolo.messa@rai.it
arturo.diaconale@rai.it
daria.bignardi@rai.it

Se volete qui ci sono due prototipi.
Alla c.a. della D.ssa Monica Maggioni:
Da contribuente manifesto il mio disappunto per la trasmissione #Statocivile di Daria Bignardi, in onda da oggi in prima serata e per cinque serate, su rai tre, nell’orario di massimo ascolto per le intere famiglie italiane. Ricordando che le famiglie eterosessuali secondo l’istat sono quasi 14 milioni e quelle omosessuali meno di 800, mi chiedo basita per quale motivo si dia tanto spazio in una TV pubblica ad una tematica tanto marginale quanto estremamente ideologica. E mi viene il sospetto che l’intento sia proprio quello di propagandare una parità de facto tra unioni omosex e matrimonio, parità che la legge non ha attribuito. Per quanto attiene ai problemi di filiazione, ricordiamo che non esiste il diritto al figlio, quanto piuttosto il diritto di ogni bambino ad avere un padre ed una madre, come natura prevede, o di veder ripristinata il più possibile tale condizione originale naturale ove essa sia venuta a mancare, come stabilito dall’istituto dell’adozione. Una trasmissione su tematiche delicate come queste senza alcun contraddittorio e per una durata tanto maliziosamente protratta mi induce a pensare che abbiate sostituito la finalità del servizio pubblico con il servilismo alle lobby gay. Vi ricordiamo che gli indottrinamenti massivi sono uno strumento non della democrazia, ma delle dittature.
Confidando in un suo interessamento sulla questione, le invio distinti saluti

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Alla c.a. della D.ssa Monica Maggioni:
da contribuente, devo manifestarle il mio disappunto per la serie che ho appreso oggi partirà stasera, per occupare addirittura cinque prime serate consecutive, su Raitre. Mi riferisco a “Stato Civile”, dedicato alle unioni gay in Italia e alla propaganda dell’omogenitorialità, nonostante la legge sulle Unioni civili non le equipari né al matrimonio né alla famiglia riconosciuta dall’art. 29 della Costituzione. Come sa, nella storia del servizio pubblico radiotelevisivo pagato dai soldi di milioni di famiglie italiane, mai si era osato mandare per cinque prime serate consecutive in onda la stessa produzione esterna, prodotta fra l’altro dalla Panama Film di Francesco Siciliano, figlio dell’ex presidente della Rai e esponente del PD, amico di +Monica Cirinnà+ che già si è sbracciata per sostenere un’operazione gradita a poco più di 7 mila cittadini italiani (quelli cioè che costituiscono, sulla base degli ultimi dati Istat in merito, le unioni omosessuali nel nostro Paese). Le chiedo come cittadino una maggiore trasparenza sui costi dell’operazione, nonché un format integrativo che spieghi la realtà delle Unioni civili, con relativi diritti e doveri, ai sensi della nostra tradizione e ordinamento giuridico.
Confidando in un suo interessamento sulla questione, le invio distinti saluti